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Decidere, o non decidere?

downloadOgni attimo che viviamo sottende una decisione da prendere. Perché qualunque cosa ha un obiettivo da raggiungere e quello che ci potrebbe perplimere maggiormente è: come fare per raggiungerlo.

E così la decisione di una decisione.

L’etimologia della parola riporta a “risolvere, definire, tagliare via, mozzare”.

Ecco da dove venga tanta difficoltà a prendere una strada anziché un’altra. La percezione che abbiamo dei significati di scelta irrevocabile può far provare emozioni forti, tra cui forse la paura.

La paura di commettere un errore, di non soddisfare le aspettative altrui, di deludere, di non piacere, di non essere all’altezza, di non poter tornare indietro, di non voler responsabilità, di mostrarsi fallibili ed incoerenti, di perdere un pezzo dell’intero. Paura di rimanere con le spine,  e non con la rosa.

Eppure una decisione va presa, e lasciare passare del tempo non aiuta, anzi, a volte può solo rendere il nodo più stretto.

La decisione è la parte finale di una negoziazione?

Se decido prima ciò che ritengo migliore per me, ciò che credo funzioni, si apriranno una serie di scenari che avranno delle azioni da intraprendere, altre micro-decisioni. Per questo, le decisioni possono essere da un lato la parte finale di un processo negoziale, con se stessi o con altri, ed anche l’inizio di un processo diverso:

se impariamo a riconoscere e ricordare gli obiettivi sottesi, a scomporre in micro-azioni, potremo vivere le decisioni che ci spaventano da prendere con un’emozione diversa?

Anche non decidere è una decisione.

Quando (e quanto…) ci conviene lasciare che sia altro a decidere per noi?

 

 

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Post leggero.. da rientro.

il rientro..Il rientro può essere traumatico. Potrebbe rivelarsi come un gigantesco lunedì.

Per altri invece, tornare potrebbe essere una soluzione, perché senza fare niente non ci sanno proprio stare.

Tanto che hanno faticato a staccare le mani dai vari oggettini tecnologici, soffrendo forse la sindorme dell’abbandono, data l’assenza degli altri: ossia di tutti coloro che ne hanno approfittato per disintossicarsi.

Punti di vista, occasioni diverse.

Ho sempre pensato che settembre valesse come il vero capodanno. 

E’ a settembre che si fanno i bilanci dei mesi appena passati, si aggiusta la mira per il futuro e si pianificano i prossimi 8 mesi progettando e continuando a strutturare ciò che è avviato. (che settembre sia il capodanno professionale?)

Per quanto mi riguarda ho staccato la spina, mi sono data nuove regole tra cui l’attività fisica e l’alimentazione sana. Ho sistemato il fuori, per avere ordine dentro. (credo sia un classico femminile..)

Voi come vi sentite? Da dove prendete la carica?

Un libro, un luogo, un brano musicale che volete lasciare come commento che credete valga la pena di essere vissuto e condiviso?

C’è una regola che vi siete dati e una che avete deciso di abbandonare? 

Calcolare la Priorità come il Rischio nella Sicurezza?

il tempoLeggo in giro, per social net e riviste. Pare che di Tempo e Gestione del Tempo non si finisca mai di parlarne e di impararne. Dalle apps sul telefono, connesse ai computer, ai calendari di carta (intramontabili per quanto mi riguarda. Retaggio di nonna: verba volant, scripta manent. E anche i cellulari a volte volant..motivo per cui la carta non la mollo)

In queste ultime due settimane sono stata a Padova per mettere in pratica oltre un anno di lavoro e progettazione. Next Academy, metodo che unisce la facilitazione esperienziale d’aula ad argomenti tecnico-normativi come Sicurezza e Qualità. 

Io non sono un tecnico e nonostante facilitassi le attività ed alcuni momenti di debriefing con Formatori Tecnici Sicurezza ho ascoltato ed appreso, rilevando alcuni collegamenti tra Sicurezza e Comportamentale, materie lontane per contenuti ma di fatto complementari.

Durante il corso “Rischio Alto Specifico”, ho rispolverato dal mio Master il calcolo della valutazione dei rischi, dato dalla formula:

Rischio = Probabilità x Danno

Di seguito il grafico che permette di calcolare l’effettivo rischio in un ambiente di lavoro.

Rischio e Priorità

Nell’osservare la tabella noto una certa somiglianza con la matrice di Eisenhower, che vede la divisione in quadranti per ordine di importanza ed urgenza e grazie alla quale è possibile individuare se un’attività va fatta subito, pianificata o delegata.

Mi son chiesta spesso: sulla base di quali domande una persona colloca un’attività da fare in uno dei 4 quadranti? A percezione personale? 

Già in un altro post avevamo visto la matrice urgenza/ importanza

UrgenteImportante

Mi chiedo se la formula della valutazione del rischio non possa essere anche applicata a questa matrice, dove si avrà:

Priorità= Urgenza x Importanza

Per coloro che hanno una mente matematica, a dispetto della mia (palesemente linguistica) secondo voi, la similitudine c’è ed il calcolo funziona?

Lo proverò in questa settimana e vi saprò dire..

buon lavoro a tutti.

Sogno o .. Visiono? (parte seconda)

Davvero avete pensato che vi avrei lasciato dal lunedì mattina al prossimo con un pugno di domande?

Il Sogno è una cosa astratta, come una fantasticheria, a cui spesso diciamo..

lasciami sognare in grande! e poi. .non mi costa nulla!

Ecco qui che mi arrivano le differenze con la Visione di un progetto, di un lavoro, di un cambio vita.

La Visione ha un costo.. e la domanda da porsi è:

Sono disposto a pagarlo?

Cosa voglio impegnare ed in che cosa mi voglio impegnare? 

Se siamo capaci di sognare in grande, cosa ci impedisce di Visionare in modo altrettanto grande?

La paura del non riuscire, di sbagliare se non peggio qualcuno penso di fallire senza ritorno, di non essere all’altezza,di deluderci e deludere, di non poter tornare indietro (?).. a quella situazione che però oggi non ci fa stare bene.

Allora, la Visione è come un elastico. Quanto più vi tira, tanto più sarete propositivi e impegnati nel volerla realizzare. Quanto più guardate questo vostro film con gioia, quanto più non vi resta altro che organizzare ogni singolo fotogramma.

Siete disposti ad impegnarvi?

Coaching e sessioni gratuite? Ecco perché.

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“Roma 24-25 novembre,15-16 dicembre cerchiamo coachee per sostenere l’Esame Certificazione Coach. Potrete scegliere di continuare gratuitamente il percorso fino ad altre 10 sessioni.”

Perché gratuitamente?  Cosa ci sta sotto?, qualcuno lo ha pensato.

Sotto, ci sta una grande opportunità per voi.

In questi giorni sto attivandomi massicciamente e massivamente per trovare dei coachee volontari, al fine di poter sostenere l’esame e prendere la Certificazione presso la Scuola Europea di Coaching a Roma. Senza coachee esterni non posso/ possiamo sostenere l’esame. 

Questo si svolgerà in plenaria, ossia di fronte ad altri coach certificandi. La Scuola e noi garantiamo l’assoluta Riservatezza su tutto ciò che sarà espresso dal coachee, e per rispondere ad un’altra domanda che mi hanno fatto..: “no, i presenti non giudicano cosa dice il coachee. Valutano cosa domando io come coach sotto Esame.”

In cambio di queste due ore in due mesi, a vostra scelta di orario, vi offriamo un percoso di altre sessioni.

Se avete un problema personale, di relazione sia a casa che in amicizia, che sul lavoro, oppure un obiettivo professionale da raggiungere, una competenza da sviluppare, da rinforzare, un atteggiamento inefficace da cambiare, il coaching può essere un valido strumento per il raggiungimento di questi obiettivi.

Vi elenco quelle che sono le regole date per questo Esame e rimango a disposizione ai miei contatti.

1. Le sessioni sono in plenaria, quindi sono presenti i colleghi e i formatori;
2. in tutto le sessioni offerte sono 4, due plenarie e due individuali
3. dopo la prima sessione, i coachee scelgono se desiderano continuare; all’incontro coach e coachee si scambieranno i numeri così che i coach dopo qualche giorno li possano contattare per sapere cosa i coachee vogliono fare

4. garantiamo la privacy e la riservatezza durante le sessioni
5. se i coachee decidono di continuare devono garantire le due sessioni individuali e l’altra plenaria, al fine di farci completare l’Esame.
6.sarete contattati in ordine di ricezione fino al raggiungimento del numero necessario
7.sarete impegnati per un’ora circa, o il sabato o la domenica; se avete esigenze particolari prima lo comunicate meglio è per l’organizzazione generalePrima chiamate, prima scegliete in quale ora di quale giorno delle date indicate.

Avete altre domande? volete diventare coach? Volete scoprire e approfondire cos’è il coaching?

E voi, cosa pensiate sia il coaching? A cosa potrebbe esservi utile?