Archivi tag: Feedback

Non posso bilanciare da sola..!

organizzare la testaSiamo in chiusura 2012. Pare che in qualunque Mercato, in ogni dove, tra tg e reportage, press e radio,.. si facciano bilanci di tutti i generi. E non li si fanno solo sull’anno appena passato, ma si confrontano con quelli degli anni scorsi e con le aspettative e gli obiettivi dei futuri.

Un’altra occasione persa per non pensar al qui ed ora?

No, stavolta no, serve fermarsi e fare Analisi per organizzare e pianificare. Giusto per non navigare a vista..

Il bilancio lo faccio su questi ultimi mesi, dedicati alla lettura, alla formazione esperienziale, alla scuola per la certificazione di coach ICF, all’allenamento per la concretezza e la lungimiranza di medio e lungo periodo, ed al progetto di facilitazione d’aula in ambito Sicurezza, Qualità ed Ambiente per la veicolazione di contenuti tecnico-giuridici, pronto per il 2013.

Ed infine alla creazione di questo blog.

Ho ricevuto molt feedback positivi, e sono soddisfatta.

Ho ricevuto anche feedback negativi e sono felice di avere vicino chi ci tiene e condivide quello che pensa, contribuendo al miglioramento.

L’impegno per i primi 6 mesi dell’anno prossimo è essere più attenta a quali sono i bisogni concreti, aderenti alla realtà di chi legge, di chi cerca, di chi vuole riflettere con qualche domanda, di chi cerca valore aggiunto tra i contenuti.

E un po’ come dice la vignetta…, mica posso far tutto da sola?! Senza il confronto, senza feedback, senza di voi non andrò lontano.

E voi cosa state bilanciando che vi fa avere grinta nonostante la situazione socio-politico-economica?

Qualcosa da dichiarare? Io sì. Grazie a chi c’è stato in questi primi 80 giorni e continuerà ad esserci.

Ci rivediamo lunedì 7 gennaio 2013! Buon.. ogni giorno da ora in poi, 🙂

Antonella

 

Annunci

Il Ciclo di Cambiamento del Comportamento

Mi hanno detto che non si può cambiare..

“Se nasci ciuccio, non muori cavallo!”

“Se nasci cubo, non diventi palla!”

“Le persone non possono cambiare”

Molto spesso quando vado in aula ascolto queste frasi non appena si accenna alla possibilità di prendere in considerazione la possibilità di attivare comportamenti diversi da quelli abituali, che nel quotidiano non sono sempre efficaci e funzionali per noi. E noi continuiamo a reiterarli. Sia che ne siamo consapevoli, sia che non lo siamo.

Eppure, dall’istante in cui siamo venuti al mondo non abbiamo fatto altro che cambiare. E non mi convince la risposta di chi esclama.. “ma stavamo crescendo!” perché questo mi farebbe pensare che ad un certo punto si smette di crescere. Ed apprendere. E, personalmente, non lo credo possibile. Per tutte le volte che siamo diventati padri, madri, zie, fidanzati, professionisti, esecutivi, responsabili, dirigenti, piloti, cuochi, pittori, musicisti.. abbiamo operato un cambiamento nei nostri comportamenti, attivando un cambiamento nei nostri modi di fare e questo ha infine cambiato il nostro modo di essere. Abbiamo fatto cose che non sapevamo fare, imparando a farle.

Sappiamo che la zona di comfort è quella zona in cui siamo sereni, al sicuro e dove agiamo ormai senza pensare. Ci siamo dentro, per esempio, quando guidiamo facendo molte azioni in contemporanea. Significa che tutte le nostre azioni sono automatismi, che non hanno più spazio per nuovi apprendimenti.

Ecco perché diciamo che fuori dalla zona di Comfort si apprende. Perché esploriamo che ci sono cose che non sapevamo di saper fare e ci alleniamo ad impararle, ponendo attenzione a non lasciarci andare in automatico.

Quindi, legato al concetto di Cambiamento e di Comfort, ecco che troviamo quello di Vulnerabilità. Ammettiamo a noi stessi (e ad altri) di non sapere. E quindi diamo spazio all’Apprendimento. E’ un circolo virtuoso che possiamo scegliere di intraprendere.

Mentre ero in aula, ho avuto il mio insight creando il circolo di cambiamento di comportamento grazie ad un partecipante che esclama: “..se faccio una cosa che non mi appartiene, perdo in naturalezza!”

Esempio: ho un obiettivo di accoglienza. Chiedo un feedback ad un collega che mi riporta il mio stare in aula a braccia conserte davanti ai partecipanti. Lo faccio in automatico, anche fuori dall’aula, quando sono stanca. Acquisisco consapevolezza della mia azione e faccio una dichiarazione di vulnerabilità, dichiarando di non saperlo e di aver bisogno di fare un nuovo apprendimento. Creo un nuovo micro obiettivo: la necessità di fare un cambiamento nell’azione per essere coerente all’obiettivo macro di accoglienza. L’azione che sceglierò di apprendere e fare sarà il mio nuovo allenamento da innescare.

Dunque, per annullare l’automatismo presidio me stessa con l’attenzione. Chiedo al mio buddy (collega/amico) di contare quante volte lo faccio in una giornata di aula. Fisso nel tempo l’obiettivo di cambiamento di questo automatismo, portandolo al massimo di 1 volta sulle 5 volte rilevate oggi.

Infine, grazie all’attenzione, mi attiverò per sostituire all’automatismo con l’azione, ad esempio, di appoggiarmi alla scrivana senza chiudere le braccia.

Inizialmente questo non mi verrà naturale. Sarò rigida, non autentica, non spontanea. Devo dare il tempo a questo apprendimento/ cambiamento di entrare a regime e lo faccio perché io scelgo un’azione che mi aiuta a raggiungere i miei obiettivi.

Scelgo perché questo mi permette di essere coerente tra ciò che dico e ciò che faccio. Dentro e fuori dall’aula.

E’ vero. Un ciuccio non muore cavallo. Ma può sempre trasportare cose e persone come un cavallo.  Un cubo non diventa palla. Ma può sempre rotolare.

E noi, cosa scegliamo di cambiare oggi?

Di seguito il ciclo di cambiamento di comportamento. Che ne pensate?