Lo spazio del dolce..

sono indeciso...Siamo fatti di Energia, oltre che di tutto il resto. E ne impieghiamo tutti i giorni la dose che ci permette di arrivare sui gomiti a casa. E per alcuni è già una vittoria. A volte siamo così stanchi, che ci fa fatica anche solo il pensiero di qualunque attività.

Ci propongono un’uscita serale infrasettimanale ed è impensabile, tanto che siamo già proiettati alle due ore di sonno in meno che rischiamo di fare e la fatica del giorno dopo.

Mi è capitato di dirlo, non so voi: “ho finito la batteria, non ce la faccio, voglio solo riposare.”

Ecco che ho scoperto che non abbiamo una sola batteria.

A dicembre ho fatto un corso per trainer dove partecipavano alcuni ragazzi stranieri. La sera prima di andare via, hanno proposto di fare “party”, per brindare e festeggiare i 3 giorni insieme.

La parte di noi italiani ha brindato, ma è anche velocemente andata a dormire, stanca delle giornate impegnative.

A pranzo, il giorno seguente i ragazzi mi hanno chiesto come mai non italiani non abbiamo fatto festa dopo tanto lavoro. Banalmente ho risposto che eravamo solo distrutti.

Uno di loro mi chiese..:

Sai che nel corpo abbiamo due batterie? Una per il lavoro ed una “battery for party”.

Aria interrogativa da parte mia..

Capisce che non mi basta,.. che mi piacerebbe uscire a far baldoria.. ma sono stanca! Ho speso tutte le mie energie, replico. E lui non molla:

Quando vai al ristorante, cosa guardi nel menù?

Se c’è il tortino al cioccolato…- rispondo io.

Esatto- dice lui- tu sceglierai cosa mangiare in funzione del dessert. Quindi avrai lo spazio per il dolce. Due stomaci e due batterie. E così vale per il lavoro. Ti devi lasciare lo spazio per il dolce perché quello sarà il tuo ricarica batterie…

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6 pensieri su “Lo spazio del dolce..

    1. antonellabrogi Autore articolo

      @Livia
      ..ed io me li ricordo bene i tuoi modi di rilassarti, con tutte le cose fatte a mano!
      Volevo dire proprio questo. E’ successo in questo fine settimana, che ero distrutta a causa dell’esame e del lavoro. Ma per un compleanno sono uscita lo stesso. Ero certa che mi sarei fermata il tempo di un saluto, ed invece dopo un brindisi mi sono ripresa, e sono stata benissimo. Ci vuole equilibrio in alcune cose e piano piano, allenarsi a mantenerlo.
      Un abbraccio forte Livia!
      Antonella

      Rispondi
  1. Silvia

    Ciao Antonella mi è piaciuto molto il tuo articolo. Condivido il tuo pensiero nel gestire in maniera equilibrata il nostro tempo, risorsa prioritaria e rara, di cui a volte abusiamo inconsciamente. Io mi sto allenando a ciò, sperimentando un sistema delle priorità del giorno ..una sorta di “pallottoliere delle risorse” un po’ matematico, ma funziona, metto in cantiere dopo il lavoro ( prioritario) una o al massimo due attività che mi interessano, ma soprattutto che mi diano qualcosa in più ( energia, benessere, relax) al temine di una giornata, eliminando tutto ciò che non è essenziale o che è in sovraccarico….per ora funziona e sicuramente dormo meglio! 🙂

    Rispondi
    1. antonellabrogi Autore articolo

      Grazie Silvia per il tuo contributo davvero utile 🙂

      In questo spazio infatti non vorrei alzare solo delle riflessioni per chi legge e condividere le mie: mi piacerebbe come hai fatto tu dire dei modi alternativi per fare una cosa 🙂 Tu usi un “pallottoliere”.

      Lo sai che l’immagine del pallottoliere mi piace moltissimo?!
      Rubo l’idea e cercherò di costruire uno strumento da condividere in aula quando si parla anche di organizzazione del lavoro (collegata inevitabilmente al tempo..)

      A presto e grazie ancora!
      Antonella

      Rispondi
    1. antonellabrogi Autore articolo

      Ciao Claudio!..
      🙂 così parrebbe per tutti noi averne bisogno di altri, ma mi viene il dubbio, seguento la teoria dei tre cervelli di Paul MacLean che sia proprio il fatto di averne già 3 che ci rende le cose particolarmente complesse, dovendo prima litigare su chi vive , chi riflette il compito di una data attività e chi la esegue…

      Uno in più secondo me sarebbe dura…

      Grazie Claudio, buona domenica!
      Antonella

      Rispondi

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