Resilienti e Portanti?

Resilienti e Portanti?

Quando le cose vanno male, molto male, esattamente nella maniera peggiore in cui potessero andare, cosa fate?

Immaginate di dedicare anima, corpo e mente per dei mesi ad un progetto. Lo vede nei vostri piani per il futuro, è nella vostra Visione, siete disposti a pagare i costi di questa visione, lo vedete che tutto quel tempo che avete investito senza guadagnarci un soldo, tornerà. Non è tempo perso, perché voi sapete che quel progetto vi cambierà la vita. O almeno darà una bella sferzata. Fosse solo per l’entusiasmo che provate nel farlo, consapevoli che state facendo esattamente quello per cui siete nati.

L’autorealizzazione Maslowiana direi.

Credete anche di aver pianificato tutto, di aver definito tutte le regole, di essere organizzati e pronti.

Ecco che qualcosa non funziona e tutto salta.

Reagite? E come? Che cosa vi dite?

Che capita sempre a voi, che tanto lo sapevate, che non ve ne va mai bene una?

Ciò che ci diciamo, nel nostro dialogo interiore, è molto importante per una reazione che non ci abbatta, che non ci deprima, che non vanifichi quanto fatto fino ad oggi.

Personalmente, per carattere e per allenamento alla mia leadership, sto diventando efficace nella resilienza e nella portanza. Sono due capacità prese in prestito dalla fisica. La prima, in ambito ingegneristico è la capacità di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. Traducendola in ambito psicologico è la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente.

Quando qualcosa va veramente male, la mia risposta cerca di essere costruttiva, buttando subito un occhio a cosa posso salvare e cosa ho appreso da quell’esperienza. (Sia chiaro, non nei primi 5 minuti di sequestro emotivo, dove lascio correre l’emozione che in quel momento si manifesta)

Successivamente, mi sono accorta che mi si innesca anche la portanza. Ossia quella forza verticale, quella spinta di pressione che in aerodinamica permette agli aerei di volare. Quindi, dopo aver rimbalzato il colpo senza spezzarmi, inizio a cercare come salvare capra e cavoli, analizzando razionalmente quali erano le mie responsabilità nel fallimento del progetto, cosa mi ha fatto da zavorra, cosa ho appreso e come reinventare tutto per non perdere tutto.

La parola chiave è la Scelta. Scelgo solo di crogiolare nel rammarico o di far qualcosa di costruttivo, dopo aver legittimamente crogiolato 5 minuti?

E voi, quando siete resilienti e portanti? (sono ammesse risposte anonime sul capo, sulla moglie, sui mariti… )

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